La normativa regionale

L'Apprendistato

L'Apprendistato, disciplinato dal  D. lgs. 176/2011, entrato in vigore il 25/10/2011 e dalla  L.R. 20/2012 in Regione Campania, è un contratto di lavoro a contenuto formativo, che consente di assumere giovani per l'acquisizione di una qualifica professionale o un mestiere al fine del loro inserimento nel mondo del lavoro.

È un “contratto formativo” detto a “causa mista” proprio perché si concretizza alternando momenti di lavoro con momenti di formazione che si possono svolgere internamente all’azienda o all’esterno, presso strutture formative specializzate accreditate.

Il contratto di apprendistato dà la possibilità all'azienda di investire sul capitale umano ad un costo del lavoro vantaggioso formando figure professionali da inserire in azienda.
Obbligo per il datore di lavoro, che può assumere l’apprendista con un inquadramento fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante, è di garantire la formazione obbligatoria e corrispondere la retribuzione secondo CCNL.
Il contratto di apprendistato è distinto in tre tipologie:

  1. Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale
    Per i giovani da 15 a 25 anni.  Consente di espletare l’obbligo di istruzione e di assolvere il diritto-dovere di istruzione e formazione fino a 18 anni dando la  possibilità di acquisire un titolo di studio e/o  una qualifica  professionale.
  2. Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere
    Per i giovani da 18 (o 17 anni se in possesso di una qualifica professionale) a 29 anni (sino al giorno precedente il compimento del trentesimo anno), consente di ottenere una qualifica professionale prevista dai CCNL di riferimento.
  3. Apprendistato di alta formazione e ricerca
    Per i giovani da 18 a 29 anni. Ha la finalità di far acquisire un titolo di studio di alta formazione (master, dottorato di ricerca ecc.) contemporaneamente al periodo lavorativo.

Possono stipulare contratti di apprendistato professionalizzante tutte le imprese private appartenenti a tutti i settori di attività.
Numero di apprendisti
Il numero di apprendisti che un'impresa può assumere è in relazione al numero di lavoratori dipendenti (qualificati e/o specializzati) presenti in azienda al momento dell’assunzione con contratto di apprendistato e alla tipologia di azienda (artigiana e non).

Per le imprese artigiane rimangono in vigore i limiti fissati dalla legge quadro sull'artigianato (legge 443/1985):

  • imprese che non lavorano in serie: possono essere assunti un massimo di 18 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 9; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 22 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti; (18 lavoratori di cui 9 qualificati e 9 apprendisti oppure 22 lavoratori di cui 9 qualificati e 13 apprendisti);
  • per l'impresa che lavora in serie, purché con lavorazione non del tutto automatizzata: possono essere assunti un massimo di 9 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 12 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti; (9 lavoratori di cui 4 qualificati e 5 apprendisti oppure 12 lavoratori di cui 4 qualificati e 8 apprendisti);
  • per l'impresa che svolge la propria attività nei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura: un massimo di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 16; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 40 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti. I settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali e dell'abbigliamento su misura saranno individuati con decreto del Presidente della Repubblica, sentite le regioni ed il Consiglio nazionale dell'artigianato; (32 lavoratori di cui 16 qualificati e 16 apprendisti oppure 40 lavoratori di cui 16 qualificati e 24 apprendisti);
  • imprese di costruzioni edili: un massimo di 10 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 14 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.(10 lavoratori di cui 5 qualificati e 5 apprendisti oppure 14 lavoratori di cui 5 qualificati e 9 apprendisti);

Per le imprese non artigiane valgono i seguenti limiti:
Dal 1° gennaio 2013, il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere è

  • per le Aziende con un numero di lavoratori pari e/o superiori alle 10 unità non può essere superato il rapporto 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro. Es.: in un'azienda con 10 lavoratori specializzati o qualificati, il numero di apprendisti da poter impiegare sarà pari a 15. In sostanza per ogni 2 lavoratori specializzati o qualificati è possibile assumere 3 apprendisti.
  • per la Aziende con un numero di lavoratori inferiori alle 10 unità, il rapporto è pari al 100% delle maestranze qualificate. Es.: se un'azienda ha 7 dipendenti assunti a tempo indeterminato, potrà assumere massimo 7 apprendisti.
  • per le ditte individuali o Aziende senza dipendenti: in tal caso il datore di lavoro, pur non avendo maestranze qualificate in azienda, potrà assumere fino ad un massimo di 3 apprendisti.

Col D.L. 34/2014 (JOB ACT) l'assunzione di nuovi apprendisti non è più subordinata alla prosecuzione di precedenti rapporti di lavoro al termine del periodo di apprendistato.
In sintesi la nuova norma prevede l'abolizione del limite di assunzione di apprendisti al termine del contratto per effettuare nuove assunzioni. La disciplina sino a ieri in vigore prevedeva che per assumere nuovi apprendisti le imprese dovevano infatti confermare i precedenti nella misura del 30% (50% dal 2015).
 

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